Glielo dicevano tutti, a tutti e due: “Sarà una passeggiata”. E, a essere onesti, una passeggiata pareva davvero, per entrambi: uno, Matteo Renzi, che la lista dei ministri sembrava ce l’avesse pronta ancor prima di prendere l’incarico; il secondo, Fabio Fazio, che con quelle anticipazioni (Ligabue per la prima volta, Crozza per la seconda, la Carrà che balla, “Father and son”, Arbore e Baglioni) avrebbe dovuto, come da previsioni, celebrare davvero quella Grande Bellezza Sanremese che altro che Sorrentino. di Francesco Caldarola