L’apertura democratica, il fermento politico, la rupture, il rinnovamento chiesto a gran voce dalla classe media russa scesa in strada a Mosca, anche se fanno meno ventidue gradi sotto lo zero, sono tutte cose che ci sono congeniali a qualsiasi latitudine. Però, prima di parlare di “inizio della fine di Putin”, come fa l’Economist in edicola da ieri, è il caso di dare al primo ministro quello che è del primo ministro.