La decisione del governo francese di accelerare il secondo passaggio all’Assemblea nazionale della legge sul matrimonio gay, limitando a venticinque ore il tempo riservato al dibattito, per andare al voto finale non più tardi del 23 aprile, doveva vanificare la nuova “manif pour tous” degli oppositori, fissata per maggio. Ora l’appuntamento è stato anticipato al 21 aprile (“se lui accelera, si accelera” è lo slogan, riferito a Hollande). L’espediente per evadere a tempo di record la pratica “mariage pour tous”, e così far tacere le proteste, sta quindi ottenendo l’effetto contrario: la forzatura, invece di scoraggiare gli oppositori, li sta motivando sempre di più.