Quello che, con un filo di ottimismo, Giorgio Napolitano definisce il colpo di coda della crisi economica internazionale, colpisce direttamente la moneta europea e quindi anche l’Italia. Per ora l’attacco è rivolto ai titoli quotati, ha ancora un carattere puramente finanziario e, se si impedirà che susciti panico, si potrà evitare che si propaghi al settore produttivo. E’ un pericolo reale e grave che ha come principale antemurale la fiducia nelle capacità di un governo stabile di reggere alla crisi.