C’è la posizione della Casa Bianca e del Fondo monetario internazionale: il rigore sui conti pubblici è necessario – sostengono a Washington – ma esagerando si finisce per strozzare la ripresa del continente. E poi ci sono le contro-argomentazioni del governo tedesco, alla guida della prima potenza economica dell’Ue: il rigore fiscale è la via obbligata per uscire dalla crisi. La novità è che alle spalle della cancelliera, Angela Merkel, torna a farsi vivo un partito di falchi – animato dalla Bundesbank e dagli industriali teutonici – che chiede ancora più austerity.