Al direttore - Grazie alla insipienza, per usare un eufemismo, della Destra politica, la Destra culturale è messa in un angolino, impossibilitata a svolgere il suo compito naturale di sprone e di memoria, di analisi e di proposta. A vent’anni da Tangentopoli, si è giunti al picco più basso delle sue possibilità, obbligata dai fatti quasi a rinunciare alla possibilità di assolvere la sua storica funzione pre politica. L’interrogativo “Che fare?” di leniniana memoria è allora circolato tra alcuni nomi di quello che sprezzantemente si definisce il culturame destrorso, gente che ha vissuto direttamente gli entusiasmi, le illusioni e le delusioni del “Ventennio Sprecato”. di Gianfranco de Turris Leggi Fine ingloriosa di Fini, serial killer della Destra che ha affossato tre partiti - Leggi Perché è necessario rimettere ordine nel capitalismo nostrano di Gianmario Mariniello - Leggi Conservatori non cazzoni. Manifesto per una nuova destra - Leggi Appunti per la sinistra cazzona di David Miliband