Al segretario della Fiom Maurizio Landini che aveva pubblicamente chiesto al presidente della Repubblica di non promulgare la manovra correttiva perché secondo lui l’articolo 8 (quello che legalizza gli accordi aziendali in deroga) sarebbe incostituzionale, il Quirinale ha risposto seccamente, accusandolo di “una evidente scarsa consapevolezza dei poteri e delle responsabilità del capo dello stato”.