Si chiama Thomas E. Lauria. Occupazione: legale di punta della White&Case, uno studio di 130 avvocati presente in 20 paesi. La colpa? Aver accettato di difendere i creditori di Chrysler che hanno rifiutato l’offerta, presentata da Obama ad aprile, per evitare la bancarotta della Casa di Detroit. “Dissenzienti” secondo alcuni, “speculatori” secondo la definizione di Obama, questi creditori, visti in pericolo i loro interessi, si sono rivolti “a un diavolo d’avvocato”.