Nessuno oggi, nel Pd, potrebbe più chiamarlo “il faraone di Bruxelles” visto che ormai si è spostato a est, in Cina. Ma come in passato, il proverbiale spirito vendicativo di Romano Prodi è tornato a turbare i sonni dei numerosi leader del Pd che con lui hanno conti in sospeso dal gennaio 2008, i giorni non troppo lontani della caduta: a parte Rosy Bindi e forse Enrico Letta, praticamente tutti. D’Alema che sponsorizzò Veltroni e il Pd mentre il Professore agonizzava in Senato, Veltroni che accettando accelerò la fine, Franceschini che fu vice di Veltroni, Bersani che non si oppose, in una catena di “delitti” mai dimenticata da Prodi. Leggi Le spire di Vendola sul collo del Pd di Alessandro Giuli