I presidi non amano le baruffe internazionali, preferiscono sedarle nel silenzio operoso della diplomazia. Ma nel caso dei due Marò italiani, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani e reclusi (ancora per sette giorni, a quanto pare) in un villaggio ai confini con la legalità, s’indovina una certa lentezza da parte del governo Monti e del suo ministro della Difesa.