In materia di rinuncia al papato, di letteratura ce n’è più di quanta si immagini. La contempla il Canone 332 del Codice di diritto canonico, che non la subordina ad alcuna accettazione, perché sopra il Papa non c’è nessuno. Niente a che fare con le moderne dimissioni, ma una romana renuntiatio. E poi c’è la storia. San Clemente, mandato in esilio da Nerva, abdicò indicando come suo successore Evaristo. Lo stesso fecero i papi Ponziano, Silverio e il più celebre Celestino V. di Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro