La sala penale del tribunale Supremo spagnolo ha espulso dall’ordine giudiziario Baltasar Garzón, condannandolo a undici anni di inabilitazione dalle funzioni di giudice. Non è stata una sentenza “politica”, come dimostra l’unanimità dei sette componenti della Corte giudicante. L’episodio da cui si è avviato il processo è l’intercettazione e la trascrizione, ordinata da Garzón, delle conversazioni tra alcuni imputati, in carcere preventivo per una trama corruttiva, e i loro avvocati difensori.