E’ da augurarsi che un giorno qualcuno chieda verità e giustizia sulle ragioni che hanno spinto la procura di Palermo a mettere in piedi un processo così impegnativo per accertare se c’è mai stata una trattativa tra la mafia e alcuni funzionari infedeli dello stato, primo fra tutti quel Mario Mori che nel gennaio del ’93, da colonnello dei Ros, ebbe il non secondario merito di catturare Totò Riina, boss dei corleonesi e cervello delle stragi che costarono la vita a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.