Con l’approvazione della legge di stabilità, l’agenda Monti acquista decisamente spessore. Il rigore, infatti, non è più fine a se stesso – per quanto necessario – ma diventa anche uno strumento di crescita e di rimodulazione del carico fiscale. Il governo, cioè, inserisce i tagli non più all’interno di un intervento emergenziale, ma nell’ambito di una visione strategica (politica, potremmo dire).