Per prima cosa ha incontrato Dario Franceschini, ministro dei Rapporti col Parlamento e luogotenente sul campo nei contatti intra e extra governo in questi giorni newyorchesi. Poi ha visto Angelino Alfano, il gemello diverso e sentito al telefono Mario Monti. La giornata di ieri, anche sul fronte interno del Partito democratico, è trascorsa appesa all’attesa del colloquio (un’ora e mezza, dalle 18 alle 19,30) che il presidente del Consiglio Enrico Letta, rientrato dalla trasferta americana, avrebbe avuto con il capo dello stato. Da Giorgio Napolitano, Letta ha ottenuto “pieno consenso” sul percorso individuato, quello per arrivare in Consiglio dei ministri e in Parlamento a un “chiarimento inequivoco” per risolvere le tensioni causate, secondo Letta, dalla “mancata divisione tra le vicende di Berlusconi e quelle del governo”.