La terra promessa dell’utero in affitto, come è noto, è l’India, dove a prezzi stracciati coppie (soprattutto di omosessuali maschi) e single occidentali possono noleggiare “madri surrogate”, sempre poverissime e spesso abbandonate al loro destino se qualcosa, come può accadere, va storto. Il paese ha ora deciso, però, di introdurre regole più restrittive. Con il nuovo anno, anche in considerazione del fatto che il paese non riconosce i matrimoni gay, solo coppie eterosessuali sposate da più di due anni potranno ricorrere a quel genere di “servizio”, vale a dire alla cosa più simile alla schiavitù che il mondo postmoderno abbia prodotto.