Sin dagli anni Cinquanta in molti paesi, quali l’Italia, l’intervento dello stato imprenditore aveva rappresentato la soluzione ottimale in molti ambiti della vita economica del paese. Si manifestava allora una fiducia quasi illuministica nella capacità dell’intervento diretto dello stato, attraverso l’impresa pubblica, di correggere le inefficienze del mercato. L’intervento dello stato era stato caratterizzato da salvataggi di imprese private a rischio di fallimento attraverso le holding pubbliche Iri ed Eni nei settori della cantieristica, delle banche e delle assicurazioni. di Franco Reviglio