L’inutile summit delle Nazioni Unite sul clima e lo sviluppo sostenibile che è stato chiamato Rio+20, e che si è appena concluso nella città brasiliana, ha segnato – in sordina – un’importante vittoria contro l’ideologia antinatalista. Quella che vede come campioni l’Unpfa e l’Ippf , i quali, in accordo con la Norvegia e l’Islanda, avrebbero voluto inserire nel documento finale di Rio+20 un richiamo ai “diritti riproduttivi” (leggi: aborto, sterilizzazione e contraccezione di massa), al fine di legare le politiche di “pianificazione familiare” per contrastare la crescita della popolazione alla ricerca di una crescita economica sostenibile.