L’estate leghista, cominciata con la sottovalutazione dell’inno nazionale, “che non conosce nessuno”, è proseguita con la propaganda per i dialetti da insegnare nelle scuole, con una richiesta di aumento dei salari “legati al costo della vita su base territoriale” e ha ora un acuto finale con la polemica con qualche alto prelato sul tema del respingimento dei clandestini, culminata nell’ipotesi di rivedere il Concordato.