Accettare la richiesta di libertà su cauzione presentata dai legali di Julian Assange è una buona notizia, perché toglie un alibi ai teorici del complotto contro l’uomo che ha svelato i non segreti della diplomazia americana. E dimostra a chi ha strumentalizzato il suo arresto per mettere in dubbio la democrazia anglosassone – da Lula a Putin, da Bianca Jagger a Ken Loach – che lo stato di diritto è ben radicato a Londra.