Finita la Prima guerra mondiale, pochi grandi, potenti e (ovviamente) avidi capitalisti s’installano nelle stanze dei bottoni. L’estrema concentrazione della ricchezza, e il sadico piacere di vedere una buona fetta della popolazione patire la fame che è tipico dei suoi detentori, conducono inesorabilmente alla crisi del 1929 e di lì alla Seconda guerra mondiale. La Seconda guerra mondiale, come tutte le guerre, viene combattuta essenzialmente dal proletariato. I proletari di tutto il mondo sono divisi e si ammazzano a vicenda – ma quelli che hanno la fortuna di sopravvivere, e d’essere inglesi, traggono dall’esperienza bellica una formidabile lezione. di Alberto Mingardi