Vivo sotto la legge francese, non quella del Corano”, aveva scandito il direttore del magazine satirico Charlie Hebdo, Stéphane Charbonnier, dopo la pubblicazione delle vignette sul profeta Maometto. Non aveva finito di dirlo che si profilavano già cause legali contro la rivista libertaria. Una di queste da parte dell’Osservatorio contro l’islamofobia di Parigi. Intanto la Lega araba e l’Organizzazione della conferenza islamica (Oci), i due maggiori organismi rappresentativi del mondo arabo-islamico, hanno annunciato una serie di iniziative per limitare la libertà d’espressione.