Nella prima intervista concessa dopo lo scandalo dell'Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA), Barack Obama cerca di difendersi dall'accusa di aver messo in piedi un sistema di sorveglianza orwelliano. Intervistato dal giornalista della PBS Charlie Rose lunedì sera, Obama ha parlato delle elezioni in Iran, della Siria, della recente visita negli USA del presidente cinese Xi Jinping. L'attenzione di tutti era però rivolta alla NSA. Il presidente statunitense ha cercato di ribadire quanto già dichiarato in precedenza: che quella tra sicurezza e privacy è una falsa scelta, che le telefonate e le email dei cittadini americani non sono sotto perenne controllo, che ogni intercettazione ha bisogno dell'approvazione di un tribunale