La Stampa aderisce alla giornata di sciopero indetta dall’Fnsi contro il ddl sulle intercettazioni, ma a “malincuore”. Il Corriere della Sera unito, carta e Web, nella due giorni di silenzio “che in realtà serve a parlare”. Repubblica, che l’11 giugno andò in edicola con una pagina bianca per protesta, dice che il motivo della protesta è “fermare una legge irragionevole e contraria a principi fondamentali, nell’interesse della democrazia”. Poco d’accordo Travaglio, che avrebbe preferito una forma di dissenso diversa. Il manifesto sciopera anche per i tagli all’editoria. Aderiscono poi l’Unità, Il Sole 24 Ore e – in parte – il Secolo d’Italia. In edicola Libero, il Giornale e il Riformista.