Ha vinto Giorgio Napolitano, ha perso Antonio Ingroia. Le conversazioni tra il capo dello stato e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino, per quanto intercettate in maniera occasionale e involontaria, andavano immediatamente distrutte senza alcuna valutazione né da parte dei pm né da parte del gip. Questa la sentenza della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione sollevato dal Quirinale nei confronti della procura di Palermo.