Il 25 febbraio la Corte di Cassazione è chiamata a valutare il caso di David Mills, l’avvocato britannico condannato in Appello nell’omonimo processo milanese nel quale era coimputato con Silvio Berlusconi. In particolare la Corte dovrà esprimersi sul concetto di “corruzione susseguente”, cioè l’invenzione giuridica che ha permesso l’estensione dei termini di prescrizione del reato. La Corte di secondo grado ha stabilito che il reato di corruzione si sarebbe consumato nel 2000, data in cui Mills avrebbe avuto la disponibilità del denaro, anziché nel 1999, data della falsa testimonianza e della promessa di pagamento.