C’è qualcosa d’intimidatorio nell’accerchiamento cui è sottoposto il presidente Nicolas Sarkozy nella sua battaglia per normalizzare la presenza degli euroimmigrati sul suolo di Francia. Di là dalle questioni procedurali, di là dagli infortuni letterali presenti nella circolare – già accartocciata – con cui il ministero dell’Interno parigino ha disposto che le espulsioni delle ultime settimane riguardassero “in particolare i rom”, si percepisce una sproporzione tra l’iniziativa di Sarkozy e le accuse.