Nei corridoi di Bruxelles, nessuno si stupisce della possibilità – riportata da Repubblica in un suo articolo di mercoledì – che le lobby pro Israele si siano attivate in Europa per smontare la candidatura di Massimo D’Alema ad Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue. Tanto più che, nella rosa dei candidati, c’è il britannico David Miliband, ben più solidale con la causa israeliana: potendo scegliere, meglio lui.