Con le minacce – compresa l’ultima in cui si consigliava l’evacuazione alle ambasciate presenti a Pyongyang – il giovane leader nordcoreano Kim Jong-un vorrebbe affermare la propria leadership, controllare i media, rendere il suo affamato paese una potenza nucleare che spaventi l’occidente, ma soprattutto il grande nemico, l’America. Vorrebbe che le sanzioni dell’Onu fossero meno devastanti, vorrebbe contare qualcosa. Il fatto è che fino a ora, il giovane Kim, con le sue sparate è riuscito solo a far chiudere in ribasso la Borsa dei fratelli sudcoreani ma soprattutto a rinnovare nei paesi asiatici una corsa all’armamento, oltre a ratificare di fatto la presenza delle basi militari americane in Asia.