Manette pazze in Parlamento. L’onorevole malacarne vittima della sua maggioranza sfarinata si avvia dunque in galera; mentre un pari grado del Pd si salva in Senato, dove il nocciolo garantista del Pdl conta più del cappio leghista. Ma indipendentemente dall’esito, è evidente che le votazioni di ieri sulle richieste di arresto per Papa e Tedesco si sono svolte in un clima appestato dalla paura. Qualcuno temeva di essere “inseguito coi forconi” se avesse votato contro la procura, altri evocavano il lancio di monetine, mentre il tono generale della stampa inclinava a denunciare preventivamente “complotti” per “salvare” l’inquisito.