Quella di Nichi Vendola, che ha proposto di non usare la parola “compagni”, non è stata un’abiura, ma una semplice constatazione. Ci sono parole, anche bellissime, che perdono di senso o ne acquistano un altro o sono inadeguate a esprimere quel che un tempo dicevano con chiarezza. E allora è meglio lasciarle morire, conservarne il ricordo e cercarne di più adeguate. Senza drammi e senza accuse di tradimento. di Ritanna Armeni