Bei tempi, ma forse avevamo esagerato. Con la chiusura e la restituzione ai legittimi proprietari dei così detti ministeri del nord – un manipolo di ufficetti stile catasto ricavati dai leghisti nella Reggia di Monza – si disgrega l’ennesimo lacerto dell’èra berlusconiana. L’epoca della dismisura e della fantasia più squinternata, una stagione in cui si poteva proclamare la Padania dal centro storico di Roma, esprimersi con le pernacchie e il dito medio, progettare ponti di Messina.