A due mesi di distanza dalla cacciata del presidente Hosni Mubarak, la politica egiziana è ancora in uno stato di estrema confusione. Si ha l’impressione che ogni giorno si formi un nuovo partito, ispirato di volta in volta a ideologie nasseriane, marxiste, islamiste o di qualche altro genere. Circola già una barzelletta secondo la quale il dieci per cento degli egiziani intende candidarsi a presidente. di Matthew Kaminski, copyright Wall Street Journal, traduzione di Aldo Piccato Leggi Gli islamisti si prendono la piazza e iniziano la campagna di “purificazione”