Non si era mai visto che i redattori del New York Times meditassero di assaltare l’ufficio del proprio editore, Arthur Sulzberger, ma l’austerità tira fuori gli istinti peggiori e così, quando è stato annunciato – con una sola settimana di preavviso – che i benefici pensionistici dei corrispondenti all’estero sarebbero stati congelati, si è scatenata la rivoluzione (dopo un anno come questo, per un giornale cosmopolita come quello, c’era solo l’imbarazzo dell’ispirazione: più piazza araba o più Occupy Nyt?).