Dennis Rodman torna a trovare il suo amico Kim, “come lo chiamo io”, il leader supremo della Corea del nord, Kim Jong-un, come già è accaduto all’inizio dell’anno, una visita tutta sorrisi e applausi e pacche sulle spalle. Il cestista ha detto che il suo secondo “basketball diplomacy tour” sarà più all’insegna della pallacanestro che della diplomazia, se poi salta fuori qualcosa di utile anche agli equilibri mondiali tanto meglio, “diventerei il ragazzo più potente del mondo”. Il qualcosa di utile sarebbe la liberazione di Kenneth Bae, un missionario americano condannato a 15 anni di lavori forzati per “atti ostili” contro la Corea del nord.