"Si sente in qualche modo simile a Sakharov”, aveva detto a inizio luglio di Edward Snowden il presidente russo Vladimir Putin. Allora il leaker della Nsa si trovava bloccato, ospite e ostaggio, nell’area di transito dell’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, e già il paragone con il fisico russo premio Nobel per la Pace sembrava azzardato. Sono passati più di due mesi, Snowden oggi scorrazza per la Russia con un visto temporaneo (“visita il paese e impara la lingua”, ha detto il suo avvocato) e il paragone è diventato improponibile. Ma al Parlamento europeo non la pensano così.