Sana’a è diventata come Kabul nel 1992, il campo di battaglia di una guerra civile che finora si era consumata a bassa intensità. Il palazzo presidenziale è stato colpito da tre razzi, proprio mentre stava finendo la preghiera nella moschea dentro al compound di Ali Abdullah Saleh e quando, a due passi da lì, le strade si stavano riempiendo di manifestanti e, come ogni venerdì, di tutti i fedeli che escono dalla moschea più bella dello Yemen, quattro minareti e il massimo orgoglio di Saleh, che l’ha costruita con i soldi gentilmente forniti dai sauditi, quando ancora era il vassallo prediletto.