L’Organizzazione per la distruzione delle armi chimiche, fresca di un improbabile Nobel per la Pace, ha annunciato ieri una parziale “mission accomplished” in Siria: sono stati distrutti o resi inoperativi i siti di produzione delle armi chimiche, e l’operazione è stata fatta rispettando la deadline che scade oggi. Gli ispettori sono riusciti ad accedere a 21 siti su 23, i due mancanti sono stati ritenuti troppo pericolosi, sono in zone contese tra ribelli e regime, non si sa bene chi li gestisca, ma pare che buona parte di quel che c’era dentro ai siti sia stata spostata in un’area sicura.