Con la presentazione della relazione annuale della Banca centrale europea davanti al Parlamento Ue, riunito in seduta plenaria a Strasburgo (e solo una quarantina di deputati ad ascoltare), il presidente Mario Draghi chiude formalmente per quest’anno i rapporti con gli europarlamentari e s’appresta a cominciare una fase molto delicata della sua carriera a capo dell’Eurotower. Una sfida quasi in solitaria sia contro la flemma sulle riforme dei governi europei, sia contro le resistenze dei tedeschi che osteggiano un’integrazione finanziaria più stretta in Eurozona e la posizione antideflazionista della Bce.