La Guardia di Finanza si è presentata ieri per raccogliere documenti negli uffici dei gruppi consiliari della regione Piemonte, in virtù di una indagine conoscitiva della procura di Torino, al momento senza indagati, per accertare eventuali malversazioni. La procura di Bologna ha aperto un analogo fascicolo per il Consiglio dell’Emilia-Romagna, anche qui senza ipotesi di reato e indagati. Non è un momento di grande fiducia collettiva nei confronti delle regioni.