Ai teorici dell’economia pubblica l’Irap, Imposta regionale sulle attività produttive, piace come poche altre imposte. Sulla carta essa incarna la base imponibile più vicina all’andamento del cash flow, cioè dei flussi di cassa, di un’impresa, quindi sfugge alle convenzioni dei contabili e al loro possibile arbitrio nel definire poste, ammortamenti o accantonamenti. Leggi Il rigore cieco all’europea turba l’America e le imprese di Edoardo Narduzzi