"Certe ribellioni, alla mia età, sono onorevoli e un poco ridicole. Mi sembra di soffrire per cose che altri, arrivati qualche anno dopo, hanno sempre saputo”. Si chiude così uno dei pezzi più famosi del giornalismo italiano, Millecinquecento lettori. Confessioni di un giornalista politico, che l’allora 38enne Enzo Forcella pubblicò nel giugno di cinquant’anni fa su “Tempo presente”. Leggi “Ero convinto che il giornalismo fosse solo fatti, m’ero impigliato in un grosso equivoco”- Leggi Ma ai tempi di Forcella la politica contava ancora di Marco Palombi