Ieri gli aerei senza pilota americani, con quei nomi truci, il modello Predator (Predatore) e quello più nuovo Reaper (la Morte con la falce), hanno attaccato dall’alto il Pakistan per la terza volta in tre giorni. Diciotto missili – anche quelli con il loro bravo nom de guerre, Hellfire, Fuoco infernale – sparati in due attacchi distinti contro una casa e un veicolo in movimento dei guerriglieri islamisti. Ventuno morti.