C’è almeno un morto nei violenti scontri notturni di Bangkok, forse di più. Era cominciato tutto poche ore prima, con una raffica di colpi su una barricata ben precisa, quella più grande, nel cuore della capitale thailandese, uno dei quartieri generali delle “camicie rosse”, gli antigovernativi che da due mesi occupano la città chiedendo di andare subito alle elezioni. Un proiettile ha ferito alla testa – molto gravemente, dicono fonti ufficiali – Khittaya Sawasdipol, meglio conosciuto come Seh Daeng, uno dei leader più radicali della protesta.