Sfasciare tutto o patteggiare, il caro ed esulcerato Cav. deve averlo capito e ha promesso che lunedì “ghe pensi mi”. Sperem. Perché non c’è alcuna terza via, non c’è leadership e non c’è faccia – immusonita o brasileira che sia – talmente bronzea da reggere la consunzione di un 24 luglio perpetuo. Un capo di partito e di governo come l’Amor nostro, giunto al limitare dell’uscio o del confine di guerra con il Quirinale e con il più tonico Fini, ha un dovere categorico e due possibili vie per assolverlo.