Il concorso esterno, pur essendo uno strumento irrinunciabile per aggredire la cosiddetta “zona grigia”, rientra nel novero degli istituti più discussi del diritto penale. Non soltanto perché esso è abbastanza complicato già da un punto di vista tecnico-giuridico. A renderlo divisivo, polemogeno al punto da provocare ricorrenti guerre di religione nel circuito politico-mediatico è il fatto che questa imputazione, com’è noto, per lo più coinvolge imputati “eccellenti”, vale a dire politici, imprenditori o professionisti che hanno molto da perdere anche in seguito alla semplice apertura di un’indagine per un fatto così discreditante come la contiguità mafiosa. Leggi anche Ferrara Il trionfo del pregiudizio di Giovanni Fiandaca