La decisione assunta dalla Confindustria di sospendere o espellere dall’organizzazione le imprese che non denunciano di essere vittime di estorsioni o di intimidazioni mafiose è stata considerata un atto di coraggio civile nella lotta contro la criminalità organizzata. E’ proprio così? In realtà il coraggio lo si chiede, o meglio lo si impone ad altri, che in molti casi, per ottemperare alle prescrizioni associative, dovrebbero comportarsi da eroi.