Per i partiti sospesi nella “strana” epoca Monti e nelle incognite del postberlusconismo, le prime pagine di ieri del Corriere della Sera e di Repubblica suonavano come un doppio allarme. Ernesto Galli della Loggia liquidava come “inutile” un sentimento piuttosto diffuso nell’ultimo anno, la nostalgia per la Prima Repubblica, e descriveva i partiti come “presi in una tenaglia”: fra l’impossibilità di far fallire Monti e la consapevolezza che il suo successo segnerebbe “l’inevitabile tramonto della loro forma attuale”. Di qui la necessità di cambiare in tutto.