Tra gli accadimenti fortunati della mia vita c’è quello di essermi trovato, un po’ per caso, a Teheran nel novembre 1978, alla vigilia della Rivoluzione. Oddio, non proprio per caso, giacché mi aveva inviato Rinascita, il settimanale del Partito comunista italiano, per seguire quella che si annunciava come una seria crisi regionale, in un paese noto all’opinione pubblica di sinistra soprattutto per il regime autoritario e repressivo dello scià Reza Pahlavi. Ma di quella realtà io ignoravo quasi tutto, storia e perfino geografia.