Aveva detto che non l’avrebbe fatto e alla fine l’ha fatto. Dopo essersi fatto i propri per qualche mese, l’ex presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, ha pubblicamente criticato il suo popolare successore, Barack Obama, e ha difeso davanti al mondo l’Amministrazione repubblicana, tacciata dai malmostosi di essere stata poco meglio di una Corea del nord qualsiasi. A intervalli regolari l’ex inquilino della Casa Bianca ripeteva la classica formula che precede una smentita: “Non voglio criticare il mio successore…”, e a quel punto scioglieva la muta di cani.