La Legge di stabilità concepita dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, è stata criticata dalle istituzioni dello stato, dalle lobby e dai sindacati. Sono arrivate pungolature dalla Corte dei Conti, che è l’istituzione che sorveglia i conti pubblici, dalla Banca d’Italia, che li analizza dal punto di vista della politica fiscale e monetaria, dalla Confindustria e dai sindacati, che dovrebbero rappresentare le imprese e i lavoratori destinatari dei presunti benefici della manovra derivanti dal taglio del cuneo fiscale, e infine dalla Confedilizia e l’Ance, Associazione nazionale dei costruttori edili, che rappresentano i proprietari immobiliari e l’industria edilizia e si dolgono dell’eccessivo peso tributario loro addossato.